Le vite degli altri

di F.H. von Donnersmarck, Germania ’06

DDR, metà degli anni ’80. Un agente della polizia segreta di Stato (STASI) viene incaricato dal ministero della Cultura di spiare alcuni attori, registi ed intellettuali del teatro, apprezzatissimi ma segretamente non allineati alle direttive del Partito. Con un sistema integrato di microfoni-spie, l’agente si insinua lentamente nelle loro vite oltre che nei loro progetti..

Un buonissimo esordio, ancora un grande film tedesco, interamente ambientato a Berlino, asciutto e lineare, man mano coinvolgente e non privo di una certa suspance. E’ stato uno dei migliori film europei della scorsa stagione perchè la storia convince ed è diretta con discrezione e umanità, senza particolari ricercatezze e privo di sentimentalismi, recitato con grande convinzione da Ulrich Mühe, l’agente segreto protagonista. A tratti viene fuori un leggero sarcasmo, inerente al sistema in generale e ai metodi reali di controllo sui cittadini da parte della polizia segreta. Segno anche questo, ma non il solo, della volontà da parte del cinema tedesco di ripensare oggi con intelligenza la propria storia (drammatica, qui in particolar modo culturale) anche recente. DA VEDERE.

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curiosità:

  • Ulrich Mühe, il protagonista che sorveglia un apprezzato regista teatrale ed i personaggi che gli ruotano intorno, è stato un attore di teatro nella Repubblica democratica tedesca. Debutta nel 1979 e nell’83 si unisce all’ Ensemble Deutsches Theater di Berlino Est. Dopo la riunificazione tedesca, grazie alla disponibilità pubblica agli archivi segreti, Mühe scopre di essere stato sorvegliato da alcuni suoi colleghi della compagnia, oltre che dalla sua seconda moglie, una collaboratrice non ufficiale della STASI (questa vicenda rispecchia molto la trama del film). Lo scrisse in un libro che però, dopo le vie legali, non poi venne pubblicato. Per tacere, bisogna dire che il ruolo consapevole della moglie è stato messo in dubbio dal suo controllore STASI cui forniva le inforamzioni.
  • Legge sulla documentazione sulla STASI: approvata il 29 Dicembre 1991 dal Parlamento della Germania unificata, questa legge permette ad ogni cittadino tedesco di consultare i possibili archivi che la polizia segreta di Stato gli aveva riservato. Si richiama al diritto all’ autoderminazione informativa, garantito costituzionalmente.
  • Alla caduta del muro, si parla di 91 mila impiegati STASI e circa 100 mila informatori non ufficiali, disparsi in tutti i settori, dalle fabbriche agli uffici alle università. I metodi di reiserimento erano di pressione pscicologica e, differentemente dalla Gestapo nazista, molto raramente di tortura e omicidio. Spesso i monitorati venivano poi ingaggiati come informatori a loro volta.

(fonti: scheda del circolo l’Incontro di Collegno, imdb.com e wikipedia voce “STASI”, “Ulrich Mühe” cui vi rimando)

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Una Risposta

  1. Voglio vederlo anch’io!!!!!…:-)

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