Storie dal porno: idee e ragionamenti sulla pornografia.

Una buona serata ieri sera la cine-locale KingKong in via Po a Torino, che ha inaugurato i giovedì a cura di Davide Ferrario. Sala strapiena per Storie dal porno – idee e ragionamenti sulla pornografia. C’eravamo anche io, Ste e Phil, nonchè il mio prof. di Estetica!

  • Non tutti sanno che.. fare pornografia in Italia è tutt’ora vietato: non è vietato invece distribuirla. Se ti beccano fare un film porno qui sei soggetto alla legge: è uno dei motivi per cui si va a girare all’estero. Un altro motivo per cui si lavora in set hard tipo Budapest è il fatto che le ragazze costano poco e “non rompono le palle” [..] (Ferrario)

Attraverso la sua esperienza semestrale sui set porno di Budapest, durante la lavorazione di Guardami, suo film del ’99 ambientato nel mondo del porno, protagonista una giovane attrice che si ammala di cancro e fortemente ispirata a Moana Pozzi, Ferrario ci ha inizialmente raccontato, partendo da alcune riflessioni raccolte sull’omonimo libro e due videoclip, tutto ciò che gli è passato per la testa in quel periodo. Da sempre desiderava fare un film su Moana Pozzi: ciò che gli suscitava interesse era il fatto che lo splendore del corpo dell’attrice, che l’aveva resa famosa donando sogni a molta gente, le si era poi riversato contro, a causa della devastante malattia.
Passano così in rassegna alcuni personaggi dell’industria: romanacci super-coloriti, timide e giovanissime ragazze dal fisico splendido che durante i provini si lasciano osservare dallo sguardo disinvolto della digitale, situazioni filmate dalla troupe, appunti di viaggio che hanno segnato profondamente lo scenario del film: la somiglianza con le scene poi ricostruite è totale.

C’è poi una scena affascinante del film che sembra far da raccordo tra i ragionamenti e le considerazioni varie della serata: siamo sul set, un attore inizia a toccarsi guardando l’immagine di pixel dell’attrice nuda proiettata su un telone bianco, provocante ed illuminata; si avvicina ed inizia a simulare i movimenti: dietro il telone, dall’altra parte, un’attrice in carne e ossa simula anch’essa i movimenti, completando la scena a tre cui noi assistiamo. E’ interessante notare che solo quando è filmata, cioè filtrata attraverso l’occhio della telecamera che arriva nei nostri video\televisori, l’immagine è pornografica e crea i suoi effetti. A prescindere dall’essere filmati, ciò che stanno facendo gli attori è tutto vero: ma, analogamente al discorso sulla realtà fatto dal cinema in generale, forse questo sembra dirci che la pornografia c’è solo quando c’è la percezione della pornografia. E’ una considerazione di Ferrario che si ritrova nei suoi appunti.

  • I am a priest of the digital age. I am here to juice up your dreams. (Michael Ninn, regista hardcore)
  • Things Are Not What They Appear To Be, We Only See What We Want To See (M. Ninn??)
  • Finzione, sogno, realtà o..? Il cinema è capace di creare una dimensione nuova, [intermedia e] perfettamente autonoma (..) (Ferrario)

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La seconda parte della serata si stacca dall’esperienza diretta di Ferrario, abbandoniamo il ruolo dei registi-osservatori per interpretare la parte dei normali spettatori e fruitori di materiale hard. Il discorso sulla pornoagrafia si fa così più generico, concetto chiave “l’estetica dello sguardo”, cioè il tema centrale proprio di tutto cinema, che forse la pornografia riesce a svelare meglio di chiunque altro. Non poteva non citare uno dei più apprezzati registi del settore, Michael Ninn, di cui non esiste una foto in rete (ma trovate qui alcune interessantissime considerazioni sul suo cinema e una filmografia essenziale). Abbiamo così assistito ad un pezzo di video-arte un pò sperimentale di Ninn, Shock, un sogno ad occhi aperti dove una ragazza desidera di essere posseduta da due statue marmoree, enormi Gargoile bruttissimi e possenti; sotto una musica molto suggestiva, progressiva e rallentata volta ad accentuare una dimensione onirica e surreale [Ovviamente a molti presenti in sala è scattato qualcosa, me & Phil compresi sic!]. Poi, un pezzo dalla serie Neo-pornographia, un pezzo recente della cineamtografia di Ninn, grande maestro del sogno anni ’90, qui invece alle prese con l’iper-realismo, per così dire: non mi riferisco alla crudezza delle immagini, estreme poichè portate a livelli maniacali -come sottolinea Ferrario- ma alla essenzialità\realismo violento della messa in scena, statica e in piano-sequenza: un uomo ed una donna stanno facendo sesso: durante la fellatio, quando lui le da uno schiaffo lei smette, si alza, si incazza parecchio e scatta il litigio: lo schiaffo non era previsto nel copione. Agli occhi della telecamera, allora, scatta il litigio tra i due attori reali (che apparentemente non sono più personaggi del film): lui, in slang americano, le grida cose del tipo “ma che cazzo fai? abbiamo scopato tante volte e proprio ora mi rompi le palle?”, lei lo manda a quel paese e continuano per un bel pò pesante, mentre la camera continua a filmare, includendo cioè questa parte “fuori set” nel set, in quella che rimane (non più) finzione: al pari di Shock, che mette in dubbio i confini tra il reale e l’immaginario, parallelemente al discorso questo pezzo travalica dalla finzione al documento vero, e viceversa. La scena successiva infatti si ripresenta come all’inizio: gli attori hanno ripreso a fare sesso, ad interpretare la loro parte.
Per concludere il discorso, su dove va\cosa è la pornografia oggi, abbiamo sfogliato le pagine di youporn, portale parallelo a youtube di video amatoriali file-sharing dove, si sa, chiunque può condividere il suo video porno casalingo. Dove va la pornografia oggi? Ferrario si rifa ancora alle invenzioni di Ninn. Ora, la pornografia è già satura delle sue immagini sensazionali, nel senso che si è ormai totalmente giunti al dettaglio clinico: tutto proprio tutto ci è stato maniacalmente mostrato e forse, la novità e il nuovo interesse, come dimostra l’esempio disarmante di Neo-pornographia, sta nel ricercare una nuova dimensione intermedia, come quell’ iper-realtà, dotata di una drammatizzazione che, annullando le differenze tra il filmico e il non-filmico, trova nuovi sbocchi e soddisfa le richieste del “voglio vedere tutto quanto” (anche gli attori che si incazzano durante una scena!). E, aggiungo io, magari “in diretta”, come chiedono sempre più insistentemente gli spettatori dell’ horror odierno.

– prossimo appuntamento con Ferrario, sempre al KingKong, giovedì 14, serata dedicata a Pasolini, partendo dal documentario “la Rabbia” –

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2 Risposte

  1. grande reportage estremamente dettagliato!
    è come se fossi “venuto” anchio a quell’incontro.
    buone cose,
    pol

  2. ciao, io faccio filmini porno amatoriali casalinghi da tanto ormai e trovo interessante il tuo articolo

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