La IX Sinfonia e le parole “forti” del Maestro Z.Mehta

Finalmente classica in prima serata! Raitre ha deciso di trasmettere live il concerto da piazza del Plebiscito, quasi 9.000 persone pare abbiano assistito all’esecuzione della IX Sinfonia del Ludovico van Beethoven: 350 tra musicisti e cantanti, un impatto sonoro notevole. Sentendo la gloriosa melodia Inno alla Gioia, “fratelli, io vi dico che 350 usignoli hanno ricoperto i rumori e i chiacchericci di piazza con del buon canto..”: qual piacere impiacentito! Entusiasta, 15 minuti di applausi. Tra loro primeggia (timidamente) lo scroscio delle mani del Ministro della Cultura: le telecamere tornano più volte sui suoi applausi composti. Ma la lieta sorpresa arriva poco dopo proprio dal Maestro Z. Mehta in persona che, preso il microfono -attacca accidentalmente senza audio!- guardando il pubblico, in un breve pensiero, rivolge parole preziose e stracolme di realismo politico, che a sturar le orecchie dei politicanti mal non fa: “Signori, ci siamo conferiti la facoltà di battibeccar su tutto.. il Ludovico van ci insegna che la grande musica è un antidoto simbolico alle malefatte del fare politico. Quest’ Italia si è autosurclassata ai primi posti del degrado culturale, della corruzione istituzionale e del compiacimento religioso. Non v’è nazione più noiosa e pigra di idee: vi abbiamo suonato questa sera la Nona Sinfonia come antitesi alla situazione irrecuperabile di questo paese (..)”

Qualche timido applauso dalla piazza prima composta ora un pò spiazzata, la gente si guarda un pò perplessa ma ben conscia  che quello del Maestro è un rimprovero privo di alcunchè machiavellico cinismo.  Tant’è che la sorpresa c’è stata, e il sorrisetto del ballerino Roberto Bolle è sembrato riassumere il concetto: “mai un Maestro, in vece di un rispettabile addetto di un intrattenimento unico e prezioso, si è forse mai spinto così”; qualcun’altro sottovoce: “questo sarà l’anno dei musicisti..”. Anche il ministro della Cultura, il dott. Sandro Bondi, non riesce a coprire un certo imbarazzo, ostenta poi un moderato sorriso. Questa è l’Italia del moderatismo, del dialogo e del bon ton e non ci si può smentire, pensa il Ministro: “questa è l’Italia che abbiamo scelto”, pensa il Maestro. Non c’è spazio per il buon vecchio Ludovico van da queste parti. Lui si che aveva le idee chiare. Lui non era un moderato, era uno che si esprimeva a gran voce e soprattutto tirava fuori tutto quel che c’era da dire.. quando ci voleva.

Nessuno può dire, a piazza in fase di educato abbandono, quanto la breve intervista stampa sia stata accesa, ma certo è che i giornalisti hanno voluto chiarimenti a proposito delle parole forti usate dal Maestro. Qualcuno ha invitato alla prudenza, in un momento così drammatico per Napoli (e per la politica). Qualcun’altro rideva istericamente ma con una mano (l’altra) davanti alla bocca. Altri ancora facevano per prendere appunti, ma il Maestro non dichiarò sostanzialmente nulla e così i tg questa mattina non ne hanno dato notizia.  E’ fresca di qualche ora fa la diceria che il Maestro avrebbe voluto far suonare ai suoi musicisti O’ sole mio dopo quell’intervento. Beffardamente ruffiano, insomma: forse troppo.

il maestro Z.Mehta non ha risparmiato parole forti..

il maestro Zubin Mehta non ha risparmiato parole forti alla Piazza dopo il concerto..

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