Le repliche della storia

Guardare una puntata di “Correva l’anno” fa sempre riflettere poichè, curiosità a parte del “come eravamo”, ci facciamo in maniera del tutto spontanea (la leggerezza di guardare al passato) delle idee cioè un senso critico sulle cose che poi però rivolgiamo in modo altrettanto automatico alle nostre questioni di oggi. Nell’immediatezza di questo passaggio sta il punto. Così, quando si parla che in Italia, 50 anni fa, è avvenuta una graduale e spettacolare immigrazione che partiva dal Sud e giungeva alle città industriali del Nord, e che è stata durissima per quelle persone -“i meridionali”- costruirsi una vita e farsi accettare, ebbene è impossibile non pensare a ciò che sta avvenendo oggi, cioè a quell’ immigrazione tanto temuta da tutti, quanto considerata brutalmente da altri. Interviste di giovani lavoratori e padri di famiglia del Sud venuti su a Torino per lavorare in fabbrica, per una casa, con nel cuore il proprio paese ma pur nelle difficoltà forse mai rimpianto. Chiunque di noi sa che una volta, ancora fino a poco, presenti erano le terribili diciture “non si affitta ai meridionali”: chiunque abbia un nonno lo sa. Chiunque, oggi, ascoltando (sempre più con quotidiana fatica) i discorsi dei politici sull’immigrazione, dovrebbe rabbrividire se gli è rimasto sulla pelle un briciolo di memoria tramandata. La mentalità di certe persone mi preoccupa: e così ci capita di sentire gente oggi del tutto integrata, magari una volta figli o nipoti di immigrati” o “immigrati” essi stessi venuti al Nord che parlano con pregiudizi e diffidenza verso quelli di oggi, gli immigrati stranieri, i “clandestini”. E magari gente del Nord che non affittava ieri e figuriamoci oggi! Consapevole che i pregiudizi culturali delle gente sono difficili da sradicare d’un colpo, le braccia mi cadono sentendo le diciture vergognose dei nostri parlamentari, razzisti ieri razzisti oggi, anche se in maniera più pacata (tranne note eccezioni leghiste) e velata da una sorta di sentimento, talvolta di buon cuore tanto odioso quanto ipocrita. E’ dura aspettarsi qualcosa di buono da questa gente, il fatto è che il degrado culturale si fa sentire anche grazie a loro e diventa insopportabile. Facciamo un piccolo salto giungendo all’ultima di questi giorni, la questione delle impronte ai bambini rom. Questo è il modo in cui la destra ignorante e irresponsabile affronta la questione: che integrazione è questa? Insomma, non voglio immaginare che uno solo -uno solo- che si consideri di sinistra possa anche solo sfiorare la curiosità di pensare ad una cosa simile (ho sentito dire che a qualche assessore di sinistra non dispiace l’idea, non ho fonti però). Quanto a chi ci governa, si sa, sono parecchiio sbrigativi sulla questione: evidentemente regolarizzare per costoro vuol dire un’altra cosa. E come altre questioni a tutti note, l’anomalia non abita qui: “è l’Europa”..

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