Feticismo delle merci: il superamento del packaging

Sono in un supermercato Coop, prendo una bustina di pistacchim, una bottiglia di plastica di succo di pompelmo gassata, un DVD-RW anch’esso con il suo involucro. Aspettando in coda mi è venuto in mente il processo di distribuzione della merce, di cui oggi il packaging è di primaria importanza. Il mio pacchetto di pasticchi sarebbe sparito qualche ora dopo, divorato da me e mia sorella; la bottiglia entro il giorno dopo. Così quegli involucri di plastica mi sono sembrati spreco di risorse, inutilità per prodotti che potrebbero essere venduti “sciolti”; l’immagine delle tante bottiglie l’una vicina all’altra, dal prestigioso marchio Coca-Cola ai prodotti propri delle catene di distribuzione come Coop, tutte in competizione tra loro: migliaia, milioni di bottiglie i plastica nei supermercati del nostro paese. Quanti inutili involucri di plastica per un solo prodotto la cui quantità è così esigua! Così ho pensato che la competizione è in gran parte packaging: voglio dire che non tutti pensano al marchio (anche perchè da cosa si valuta realmente la sua qualità?!), e comunque il marchio è differente dal prodotto in se anche se le due cose, con il packaging, si confondono. E coì mi sono immaginato di essere un imprenditore in grado di potersi aprire un supermercato. Ho pensato che l’innovazione -il superamento del packing- è una storia a rebours che rida al prodotto il suo contenuto cioè la qualità del prodotto stesso, proprio come era lo scambio una volta. Ho immaginato per intenderci fustoni ricaricabili di detersivi; sacchi di pistachi e arachidi cui attingere con un grosso cucchiaio. Ho pensato al settore frutta, vedendo 10 pomodorini contati in un involucro di plastica! Ho pensato all’assurdità di imballare i prodotti e al suo superamento. Poi mi venuta in mente la competizione delle aziende e multinazionali basate sul pack e sull’involucro del prodotto più che sul prodotto stesso. E’ possibile superare queste contraddizioni? Sì.. Perchè è necessario farlo? Per il consumatore, per l’ambiente, per l’abbatimento dello spreco di risorse. Da cosa nasce cosa, ma in maniera sensata, che giovi a tutti non solo al profitto economico.

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