Due letture

Il film blockbuster. Storia e caratteristiche delle grandi produzioni hollywoodiane di Marco Cucco (2010)

E’ un saggio sul film blockbuster, con il pregio della semplicità di lettura e concisione. Di come questa particolare tipologia di film, caratterizzata da massimi costi produttivi e perciò di natura dichiaratamente commerciale, si inserisca nel contesto culturale, sociale ed economico, proponendo allo spettatore un’esperienza di frontiera, restituendo all’ (andare al) cinema un carattere di evento in un panorama sempre più trans-mediale dove il cinema si spalma tra un medium e l’altro, un modo di intendere la fruizione basato sull’ attesa e sul desiderio , oltre che di sorpresa. Insomma un nuovo modello di cinema delle attrazioni. Un cinema spettacolare e ludico, che punta alle sensazioni più che al senso, attraverso la formula semplicità narrativa+effetti speciali, in grado di essere compresa dal suo pubblico, quello di massa e globalizzato. Personalmente, trovo molto interessante il dibattito, citato nel libro, sul rapporto problematico tra effetti speciali e struttura narrativa. Si viene così a distinguere tra un uso degli effetti che non la intacca ed uno che invece tende a contrastarla. A sorpresa, si può dire che il film blockbuster si inserisca nel primo gruppo, poiché non tende a contrastare la narrazione -come certo cinema moderno- bensì a semplificarla e a renderla più funzionale ai suoi scopi commerciali. Lascio però a voi saperne di più sulla tematica. Se volete un parere personale, leggere questo libro -mi riferisco specie a chi come me tende o cerca di stare alla larga da certo cinema mainstream- sarà utile per interrogarvi su un modo di fruire il cinema tanto affascinante quanto detestabile allo stesso tempo.

Il cinema dopo il cinema. Dieci idee sul cinema americano 2001-2010 di Roy Menarini (2010)

Lo scopo di questa raccolta di saggi sul cinema americano contemporaneo è il fornire spunti rilevanti da quali approfondire una tematica elaborata e su cui riflettere. Il libro sfugge perciò volutamente all’ elaborazione preferendo un assaggio iqualitativo  (pochi temi) e in quantità (pellicole). Attraverso una vasta citazione di film americani del primo decennio del nuovo secolo, citate e proposte per sezioni tematiche, l’autore getta delle idee che fanno intuire che questo è un periodo di interesse per il cinema americano a livello di contenuti poiché (è) capace di inserirsi -da ciò un forte statuto- in un contesto problematico e di crisi come definibile dalla data storica dell’11 settembre. “Il cinema americano, dalla tragedia delle Torri Gemelle all’elezione di Obama, verrà ricordato come un indimenticabile serbatoio di tensioni storiche e mitologie popolari, di ossessioni morali e grovigli sociali. E ogni suo film dal più importante a quello apparentemente più innocuo, sono stati in qualche modo sfiorati, toccati, modellati, persino impregnati del drammatico periodo di riferimento” (prefazione). Un libro gradevolissimo da leggere, dotato di una certa forza persuasiva anche data dalla sua struttura pratica in proposte di 10 film da vedere e libri da leggere poste alla fine di ogni capitolo. Nonostante i suoi percorsi siano prevalentemente a carattere timpegnato con il constesto storico, l’autore non dimentica i legami con il sistema produttivo e tecnologico -il rapporto con i nuovi media e il digitale- che oggi è alla base di ogni spunto sul cinema contemporaneo. Se ne cercate qualche riflessione, è un libro giusto.

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