Come il cinema comunica la sorveglianza
novembre 20, 2012

Un modo per capire in che misura definiamo i ruoli e le funzioni dei sistemi di sorveglianza nella società è quello di indagare la sua presenza crescente nell’universo dei media e dell’immaginario, da sempre terreno fertile di negoziazione di significati. Il medium CCTV investe il cinema tanto a livello tematico quanto strutturale, le due tecnologie detengono dei tratti in comune e assumono reciproche sembianze. Che cosa li caratterizzano, e che messaggi il cinema -il riferimento è qui a certo cinema rivolto al grande pubblico- comunica della retorica della sorveglianza?

http://www.academia.edu/2163454/Come_il_cinema_comunica_la_sorveglianza

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Self-shooting, Self-surveillance. L’ostinato filmare nei found footage horror
novembre 19, 2012

Essere osservati/sorvegliati è nella maggior parte dei casi spiacevole, salvo quando siamo noi stessi a voler reclamare le proprie immagini di sè agli altri. Ma come si motiva la scelta di un registrare ostinato in una situazione critica, di ciò che si filma e ossessivo di se stessi mentre si filma? Il testo rilegge il così detto found footage horror nel contesto culturologico dei Surveillance studies (debitore dei saggi di Koskela e Tziallas), dove la retorica della sorveglianza assume le vesti di una necessità (illusoria) del soggetto filmante circa la propria visibilità.

http://www.academia.edu/2125824/Self-shooting_Self-surveillance._Lostinato_filmare_nei_found_footage_horror